
La montagna dell’OMS ha alla fine partorito dopo lungo travaglio il suo nuovo trattato pandemico (un trattato c’era già). L’Italia, come Iran e Russia, si è astenuta, del che diamo merito per una volta a questo per altri versi sciagurato governo.
In totale gli Stati astenuti sono circa una decina, più gli Stati Uniti che sono usciti dall’OMS, facendo prima e meglio.
Ad ogni modo il nuovo trattato pandemico, sui punti critici, è sostanzialmente uguale a quello vecchio, sebbene sia stato salutato dalla dirigenza OMS come un grande successo (in realtà per loro lo è visto che ha richiesto tre anni di trattative), un successo che rimane nell’ambito delle pubbliche relazioni.
La tanto paventata “cessione di sovranità” (di fatto non solo indesiderabile e non comodo a nessuno Stato, ma anche inverosimile) non c’è stata: il testo afferma la sovranità nazionale nelle decisioni in materia di salute pubblica. Afferma esplicitamente che nulla nell’accordo conferisce all’OMS l’autorità di imporre misure sanitarie come lockdown, campagne di vaccinazione o chiusure delle frontiere.
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20.05.2025