Di Marco Billeci
PREMESSA: In data 02 Agosto 2024, O.S.A. Italia pubblica, sul proprio canale telegram, questo post con cui diffonde un video, inerente un intervento della giornalista Francesca Santolini durante la trasmissione “IN ONDA”, su La7:
Al video, veniva accompagnata la seguente didascalia:

Come si può vedere dallo screenshot, il post ha avuto 4mila visualizzazioni, qualche centinaio di interazioni e 33 commenti nella relativa Chat del gruppo.
Ebbene, in data 04 Novembre 2025, sul quotidiano “LA STAMPA”, la Francesca Santolini pubblica questo articolo, dal doppio titolo: “Quegli odiatori con la divisa che scatenano i linciaggi social” sul web, “Politici e uomini in divisa dietro gli insulti sessisti. Ecco chi sono i miei odiatori” sulla carta; ma dal medesimo contenuto scritto, di cui riporto alcune parti.
<<Io, bersaglio di attacchi dopo la pubblicazione del libro sull’ecofascismo. Turpiloquio e insinuazioni nel canale Telegram di forze dell’ordine e militari>>
<<Il dettaglio più inquietante, però, è un altro. Tre giorni dopo quel mio intervento televisivo, il video era già stato diffuso su un canale Telegram chiamato O.S.A. Italia, acronimo di «Operatori di Sicurezza Associati», un gruppo di circa 16 mila iscritti, […] non una realtà professionale neutrale: nei canali social si trovano messaggi polarizzanti intrisi di rancore, retoriche anti-media, teorie complottiste e una propaganda aggressiva mascherata da patriottismo.>>
<<Nel canale dove è comparso il mio video si è scatenata una valanga di insulti sessisti, turpiloqui, insinuazioni a sfondo sessuale. >>
<<figure provenienti da movimenti nati durante la pandemia, No Green Pass, no vax, gruppi di protezione civile ideologizzati, oggi riuniti sotto un linguaggio pseudo-istituzionale che mescola populismo legalitario, rabbia e sfiducia verso le istituzioni. Quando la violenza verbale arriva da chi dovrebbe rappresentare la legalità, si oltrepassa una soglia pericolosa. >>
In data 05 Novembre 2025 esce un secondo articolo, a firma di Niccolò Zancan, dal titolo: “La fabbrica dell’odio“ – Viaggio nei canali social del gruppo degli insulti sessisti tra uomini in divisa e attivisti No Vax” in cui O.S.A. Italia viene definita “una fabbrica dell’odio” – “un sito novax all’ennesima potenza”, il tutto presentando la figura del presidente dell’associazione, Gianluca Salvatori, con una faziosità mal celata visto che, fra le domande rivoltegli, c’è la seguente:
<<Lei è un poliziotto complottista di estrema destra?>>
Domanda che credo si commenti da sola e che serva solo a qualificare il grado di professionalità, ed onestà intellettuale di chi la pone, che lascio a voi supporre.
Veniamo al dunque: dopo oltre un anno (2/8/2024 – 5/11/2025) viene tirato fuori un post di O.S.A. Italia che non viene però giudicata sul contenuto del propio post (d’altronde, come si potrebbe vista la sterilità dello stesso?) ma piuttosto sulla “valanga“, per dirla alla Santolini, di commenti fatti da alcuni dei circa 16mila iscritti al canale telegram. Siccome il bello della comunicazione è il sapersi capire vicendevolmente, chiedo come si possa definire 33 commenti una valanga: su 16mila iscritti, 33 sono una valanga? Su 4mila visualizzazioni, 33 sono una valanga? Evidentemente si attribuiscono significati diversi alla parola “valanga”. Avuta la segnalazione, O.S.A. Italia si è attivata ed è andata a verificare: su 33 commenti, appena 4 erano palesemente offensivi o volgari ed ha provveduto prontamente a rimuoverli. Ecco quindi che la “valanga” assume l’aspetto di una manciata di sabbia raccolta dalla mano di un bambino e, la “fabbrica di odio“, pare più un singolo operaio arrabbattato in un retro bottega fatiscente… La lettura dei due articoli ha suscitato in me un’unica domanda: a chi ha dato fastidio O.S.A. Italia per meritarsi cotanta attenzione mediatica solo adesso? Ci sono stati post che avrebbero meritato molta più attenzione rispetto ai quattro commenti che hanno fruttato ben due articoli su “La Stampa”, la quale però si è ben guardata dal dare spazio mediatico ad O.S.A.. Anche in questi due articoli, a parte la faziosità nel presentare l’associazione e Gianluca Salvatori, tutto si basa su commenti di terzi, non certo di attività o dichiarazioni dirette di O.S.A. Italia o dei rappresentanti del suo direttivo. A me sembra proprio un’azione da “macchina del fango“, quella che in teoria giornalisti come Santolini e Zancan dovrebbero combattere ed invece, per primi, alimentano.
Ogni personaggio che si espone pubblicamente, sia esso un politico, un poliziotto o un giornalista, sa bene che diventerà bersaglio dell’opinione pubblica e, quindi, ricevere sia complimenti che ovazioni ma anche critiche ed offese. D’altronde, non si può piacere a tutti e ci mancherebbe altro: ciò che va contrastato è proprio il pensiero unico ed è solo dal confronto di opinioni diverse che si migliora, tutti, purché si rimanga leali, educati ed onesti intellettualmente. Coloro che eccedono nel commentare, scadendo in frasi volgari o offensive, abusano della libertà di espressione e si sottraggono a questo confronto migliorativo ma anche chi, subdolamente e faziosamente, presenta le cose in maniera artefatta, approfittando della disponibilità di mezzi di comunicazione di massa, dimostra di non cercare un confronto leale. Definire 33 commenti una “valanga“, è una scorrettezza. Definire “fabbrica dell’odio” 4 commenti volgari, è un’esagerazione. Se il tutto viene fatto da dei giornalisti di professione, mediante l’uso di una testata giornalistica a tiratura nazionale, assomiglia sempre più ad un attacco mirato volto solo a screditare l’immagine e la credibilità di OSA e, forse, a fare un po’ di pubblicità ad un libro discutibile. La Stampa, la Santolini e Zancan hanno forse di bisogno di ciò? Beh, spero per loro di no altrimenti, più che dequalificare O.S.A. Italia e Gianluca Salvatori, qualificherebbero se stessi e non credo positivamente. Ma sicuramente mi sbaglio.
Se O.S.A. Italia ha un’eventuale colpa, sarebbe solo quella di essersi fatta sfuggire 4 commenti su migliaia, per di più fatti il 2 di Agosto, periodo in cui, si sa, siamo tutti lì attenti e pronti… D’altronde, OSA non è una testata giornalistica con decine di persone impiegate. Non riceve sovvenzioni. Tutto si basa sul volontariato. Ci sta che una disattenzione possa capitare anche perché, appena sono stati portati all’attenzione del presidente, OSA si è attivata ed ha cancellato i commenti volgari e si è messa a disposizione delle autorità, per il più a praticarsi. Sono sicuro che La Stampa, su tutti i suoi profili social, non ha nemmeno quei 4 commenti volgari ed offensivi, vista la disponibilità economica su cui può fare affidamento…
Sono altrettanto sicuro che le “critiche”, per usare un eufemismo, fatte contro OSA Italia non scalfiranno minimamente la passione, l’impegno e la dedizione che l’associazione porta avanti per far luce su uno dei periodi più tristi della recente storia di questo Paese, periodo in cui giornalisti auguravano ogni male possibile ad altri esseri umani solo perchè “colpevoli” di avere un’opinione diversa, in cui politici volevano perseguitare i “No Vax” con ogni mezzo, togliendo loro anche il diritto di parola, come auspicato dal deputato PD Andrea Romano, che la Santolini ben conosce. Periodo in cui si negava il sostentamento, con sospensioni e radiazioni dal lavoro, a chi esercitava il proprio diritto di scelta mentre si versava il 50% della retribuzione a rapinatori, spacciatori, assassini, violentatori ed ogni sorta di delinquenti… Periodo in cui “fiumi di denaro” sono piovuti e finiti nelle casse e nelle tasche di chissà chi per mascherine, lettori qr-code, ricoveri… Periodo in cui tanta gente moriva per protocolli sanitari inadatti…
Egregio direttore de “La Stampa”, gentili Francesca Santolini e Niccolò Zancan, non ritenete questi argomenti meritevoli di indagini più che quei 4 commenti? Perché il vostro agire, sinora, risponde per voi poichè, dare spazio e peso a 4 commenti stando zitti su tutto il resto, credo dica già tutto.
Non credete di essere voi, con articoli del genere ed il vostro essere conniventi col silenzio su altri temi, che alimentate ed attirate commenti squalificanti nel tentativo, vano e puerile, di costruire una fabbrica dell’odio, creare un “nemico” inesistente ed assicurarvi un “qualcosa” che permetta così di riempire pagine, di giornale e di vita, che probabilmente resterebbero vuote?… Ecco, questo mi rattristerebbe profondamente: l’andare dietro a queste cose solo per creare un “caso mediatico“. Non meravigliamoci poi se sempre meno gente compra certi libri e giornali…
Infine, permettetemi una nota circa il modello culturale del patriarcato bianco ed i combustibili fossili, tema dal quale pare sia scaturito il tutto… I maggiori produttori di carbone sono: Cina, India ed Indonesia. Tra i dieci maggiori produttori di petrolio al mondo, ci sono: Arabia Saudita, Cina, Iraq, Brasile, Emirati Arabi, Kuwait, Iran.
Sono paesi che fanno del “modello culturale del patriarcato bianco” e del fascismo la loro bandiera?
Se dicessi una “stronzata” simile e, per questo, venissi deriso finanche offeso, sarei un odiato, un bersagliato, un perseguitato?
No, non credo. Eppure, nella mia vita, lo sono stato e non per aver detto una “cagata pazzesca”, per dirla alla Fantozzi…Sono stato emarginato e discriminato per aver criticato la gestione pandemica nonchè la negazione di diritti inviolabili. Ed i primi a farlo, furono proprio quei giornalisti che, come quelli di oggi, gridano all’odio seriale… Machedavero?!?
Vi condivido anche il link del comunicato stampa rilasciato da OSA Italia a seguito di questi due articoli: https://t.me/osaitalia/10161.
Di Marco Billeci
07.11.2025
Marco Billeci. Maresciallo dei Carabinieri in congedo.
Fonte: https://zonarossa.org/2025/11/07/o-s-a-finisce-nel-mirino-de-la-stampa/
Titolo originale: O.S.A. finisce nel mirino de “La Stampa”.