Simplicius
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Se dobbiamo dar credito alle ultime notizie dei media mainstream, stanno emergendo due interessanti percorsi contraddittori per Trump riguardo all’Iran.
Da un lato, nuove indiscrezioni sostengono che Trump starebbe attualmente considerando entrambe le opzioni, ovvero il ritiro totale dall’Iran o la ripresa delle ostilità, entrambe parimenti negative. Pertanto, secondo tali fonti, preferirebbe mantenere un blocco a tempo indeterminato come principale strategia nei confronti della Repubblica islamica.
Ma, allo stesso tempo, Reuters riporta la notizia alquanto comica secondo cui le agenzie di intelligence dell’amministrazione Trump starebbero “valutando” come la leadership iraniana potrebbe reagire se Trump dichiarasse semplicemente una rapida “vittoria” e si ritirasse dal conflitto:
ULTIM’ORA – Le agenzie di intelligence statunitensi stanno studiando come reagirebbe l’Iran se Trump dichiarasse una vittoria unilaterale contro l’Iran e potenzialmente si ritirasse dalla guerra — Reuters
L’implicazione è ovviamente che Trump sta prendendo in considerazione questa possibilità perché sa di aver esaurito le carte da giocare e di non avere altre opzioni concrete: un vero e proprio zugzwang, comunque lo si voglia definire.
Sapevamo fin dall’inizio che Trump cercava una via d’uscita facile e veloce. È il colmo dell’assurdità e del surrealismo che siano necessari studi avanzati di “agenzie di intelligence” per determinare quale potrebbe essere la reazione delle Guardie Rivoluzionarie. La reazione non potrebbe che essere una risata, seguita da un’esultanza trionfale: verrebbe vista in tutto il mondo come una sconfitta militare decisiva per gli Stati Uniti.
Sebbene molti credano ancora che Trump stia usando i suoi soliti e ingenui stratagemmi per cullare l’Iran in un falso senso di sicurezza prima di attaccare di nuovo una volta abbassata la guardia, è appena giunta una notizia importante che sembra ridurre drasticamente le possibilità di una seria continuazione militare del conflitto da parte degli Stati Uniti. A quanto pare, la USS Poopy Gerry – come Imetatronink ha affettuosamente soprannominato la perennemente problematica latrina galleggiante – è pronta ad abbandonare il moribondo conflitto e a tornare a casa in attesa del suo incerto futuro:
Secondo quanto riferito da diverse fonti ufficiali statunitensi, la portaerei USS Gerald R. Ford lascerà il Medio Oriente nei prossimi giorni per fare ritorno in patria. Questo rappresenterà un sollievo per i circa 4.500 marinai in missione ormai da 10 mesi, ma anche una perdita significativa di potenza di fuoco, mentre i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran sono in una fase di stallo.
La USS Ford è una delle tre portaerei presenti nella regione – le altre sono la USS George H.W. Bush e la USS Abraham Lincoln – nel contesto delle ostilità con l’Iran. Mentre la Ford si trova nel Mar Rosso, la Lincoln e la Bush operano nel Mar Arabico per far rispettare il blocco statunitense che prende di mira le navi che trasportano petrolio o merci dai porti iraniani.
Qual era lo scopo di tutte quelle vanterie del CENTCOM a cui abbiamo assistito l’ultima volta, tutta quella sceneggiata sulla creazione nella regione del più grande gruppo d’attacco di portaerei degli ultimi decenni? O era un ultimo disperato tentativo di spaventare l’Iran per ottenere delle concessioni, oppure era solo l’ennesima, emblematica, incoerenza della politica senza una guida dell’attuale amministrazione. Più probabilmente, la USS Bush era destinata fin dall’inizio a sostituire la Ford, ormai in difficoltà, e il bluff del “gruppo di tre portaerei” era solo una dimostrazione di forza momentanea da parte di una leadership militare senza una direzione precisa, che sta vivendo uno sconvolgimento senza precedenti in un momento critico.
Certo, due portaerei sono ancora sufficienti per dare a Trump un bel po’ di “gioco”, qualora decidesse di proseguire con la sua sconsiderata e inutile impresa. Lo stesso presidente pagliaccio continua a pavoneggiarsi in modo imbarazzante, fingendo disperatamente fiducia nella sua missione scellerata.
Anche dopo anni, è davvero scioccante vedere una simile presa in giro della presunta carica “presidenziale”:
Un Trump evidentemente in declino mentale ha persino confuso l’Iran e l’Ucraina in un’intervista nello Studio Ovale , dicendo a Kaitlyn Collins che è l’Ucraina ad essere stata “sconfitta militarmente” dopo che gli Stati Uniti hanno affondato “159” delle sue navi.
Come riporta Axios, Trump ritiene che il prolungamento indefinito del disastroso blocco contro l’Iran stia portando il Paese al “collasso” a causa dei danni economici:
Ha affermato che l’Iran vuole raggiungere un accordo per revocare il blocco. “Vogliono trovare un accordo. Non vogliono che io mantenga il blocco. Io non voglio [revocare il blocco], perché non voglio che abbiano un’arma nucleare”, ha aggiunto Trump.
Il presidente ha aggiunto che le riserve petrolifere e gli oleodotti iraniani “sono sul punto di scoppiare” perché l’Iran non può esportare petrolio a causa del blocco. Alcuni analisti dubitano che l’Iran sia in pericolo immediato su questo fronte.
Ma, ancora una volta, questa “politica” non è altro che l’assenza di una politica. Tutti i patetici tentativi di sottomettere l’Iran sono falliti in modo disastroso e gli unici avanzi rimasti ad adornare il tavolo dorato di Trump sono vari piani di terrorismo economico contro i cittadini iraniani:
• I vili attacchi a sorpresa, condotti mentre prometteva di continuare i negoziati, sono falliti.
• I tentativi di demoralizzare la nazione assassinando i suoi simboli politici e spirituali sono falliti.
• Le minacce senza precedenti di commettere un genocidio e distruggere “l’intero Paese” dell’Iran non hanno sortito alcun effetto.
• Le missioni segrete di estrazione, sabotaggio e spionaggio delle forze speciali per distruggere i depositi di uranio dell’Iran si sono rivelate un clamoroso fallimento.
• I tentativi di coinvolgere intermediari come Pakistan, Cina e varie nazioni del Golfo per intervenire e “convincere” l’Iran ad arrendersi mentre sta vincendo sono falliti.
L’intera vicenda iraniana di Trump non è stata altro che un patetico progetto di vanità che ha stroncato la sua carriera, un fallimento di proporzioni storiche, e ciò a cui stiamo assistendo ora sono gli ultimi, vani rimasugli di questo epilogo che si dissolvono con un lamento sgraziato.
L’ultimo disperato tentativo di Trump di affondare l’economia iraniana sta solo portando ad una catastrofe economica ancora maggiore per gli Stati Uniti e per il mondo intero, dato che i prezzi del petrolio e del gas sono di nuovo alle stelle.
BREAKING: Brent crude oil prices officially surge to their highest level of the Iran War, at $119.50/barrel.
This puts Brent crude oil prices at their highest level since 2022.
The IEA has called this the “biggest energy security threat in history.“ pic.twitter.com/UCUnVgYKG5
— The Kobeissi Letter (@KobeissiLetter) April 29, 2026
Secondo quanto riportato da El País, i Paesi del Golfo si sono rivolti agli Stati Uniti per operazioni d’emergenza di swap valutario al fine di “salvare” le loro economie in difficoltà:
Tutto ciò fa seguito all’annuncio odierno dell’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC e dall’OPEC+, un evento che, secondo alcuni, potrebbe innescare un effetto domino di ulteriori abbandoni.
Il presidente iraniano Ghalibaf ha avvertito che il petrolio raggiungerà presto i 140 dollari al barile:
3 days in, no well exploded.We could extend to 30 and livestream the well here.
That was the kind of junk advice the US admin gets from people like Bessent who also push the blockade theory and cranked oil up to $120+. Next stop:140. The issue isn’t the theory, it’s the mindset.— محمدباقر قالیباف | MB Ghalibaf (@mb_ghalibaf) April 29, 2026
Nel frattempo, l’Iran sembra cavarsela meglio del previsto. Bloomberg ha smentito le affermazioni di Trump secondo cui le riserve petrolifere iraniane sarebbero sul punto di “esplodere”, e con esse la sua economia:
La testata sostiene che tutto ciò causerà all’Iran solo qualche difficoltà a breve termine, senza un vero e proprio danno strutturale complessivo: niente di lontanamente paragonabile al tipo di “pressione” necessaria per innescare ciò che, secondo Trump, potrebbe “far cadere il regime”. L’Iran e la Russia sono due Paesi forgiati nel fuoco delle “sanzioni” e sono ben abituati a subire attacchi economici di questo genere.
Ad esempio, ci sono diverse segnalazioni secondo cui il Pakistan avrebbe aperto un certo numero di rotte terrestri per le merci iraniane al fine di contrastare il blocco statunitense:
Da quanto sopra emerge che il Pakistan ha creato [verso l’Iran] “un corridoio terrestre resistente alle sanzioni in grado di rimodellare la geometria del commercio regionale”:
La decisione del Pakistan di aprire formalmente il proprio territorio alle merci provenienti da Paesi terzi e destinate all’Iran rappresenta ben più di un semplice adeguamento doganale, poiché inserisce Islamabad direttamente in una delle competizioni logistiche strategicamente più delicate che si stanno svolgendo in Medio Oriente e nella regione settentrionale del Mar Arabico.
In un momento in cui lo Stretto di Hormuz è soggetto a gravi interruzioni, i porti iraniani rimangono sotto intensa pressione marittima e oltre 3.000 container diretti in Iran sono bloccati a Karachi, il Pakistan ha di fatto creato un corridoio terrestre resistente alle sanzioni, capace di rimodellare la geometria del commercio regionale.
Attivando Gwadar, Karachi, Port Qasim, Taftan, Gabd, Quetta, Khuzdar e Ormara come nodi di transito integrati, Islamabad non si limita a facilitare il commercio, ma ridefinisce la postura delle forze, l’accesso strategico e la leva geopolitica tra Washington, Teheran, Pechino e il più ampio sistema marittimo indo-pacifico.
In breve, una civiltà antica e rispettata come quella iraniana può impiegare numerosi stratagemmi per mitigare e resistere alle macchinazioni senza scrupoli, superficiali e orientate alla gratificazione immediata di un avversario mentalmente deficiente; è semplicemente assurdo immaginare che un blocco così debole possa mettere in ginocchio l’Iran e costringerlo ad arrendersi, come ha annunciato oggi Trump.
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Per concludere, un’altra lampante dimostrazione della grottesca incompetenza dell’attuale amministrazione: un senatore statunitense pone a Whiskey Pete la domanda cruciale sull’intera vicenda iraniana, una scena che si può immaginare come una sorta di deposizione in un futuro processo penale.
— [email protected] (@bilosta19570645) April 30, 2026
Quindi, gli Stati Uniti dovevano distruggere lo “scudo missilistico convenzionale” dell’Iran per impedire che lo “scudo nucleare” che avevano già distrutto si ricostituisse? Eppure, ad oggi si dice che la stragrande maggioranza dei missili convenzionali iraniani sia ancora intatta…
La stratificazione di fallimenti qui descritta va al di là di ogni normale comprensione.
Simplicius
Fonte: simplicius76.substack.com
Link: https://simplicius76.substack.com/p/beaten-and-shopworn-trump-settles
30.04.2026
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org
