Il Disegno: la strage di Modena (che è vietato definire tale) è il compimento di un progetto di lungo termine

il compagno economista Selim, autore dell'attentato

Verrà effettivamente salvato, se occorrerà graziato, ma non dovrebbe perché a processo non andrà mai, santificato lo è già, i giornali del PD lo chiamano per nome, affettuosamente, in modo complice, Salim, tipico nome orobico, accompagnato in qualche comunità gestita da preti affaristi e un po’ equivoci di sinistra per essere rilasciato in poche settimane, nel frattempo restando in grado di coordinare altri attacchi sulla rete jihadista di cui fa parte; diventerà, insieme ai familiari, un eroe della telesinistra da talk show, una vittima, verrà candidato e imposto da un partito a scelta tra Salis, 5 Stelle, PD o Forza Italia che ormai è miscelata col PD e i suoi derivati per espressa ancorché smentita trovata degli eredi; d’altra parte, il modenese che lo ha fermato a costo di alcune coltellate che gli hanno scucito la testa e lambito il cuore, verrà perseguito per abuso, eccesso di difesa non legittima, violenza privata aggravata da motivi razziali. Nel disinteresse di una destra piagnucolosa, imbelle, corrotta e complice. La strage, d’altra parte, potrà servire, servirà concretamente per chiedere, e questa volta probabilmente ottenere, la caduta del governo Meloni, a questo punto effettivamente matura e meritata, oltre che a stabilire una dimostrazione definitiva di geometrica potenza: l’informazione non è fatta tanto o solo di utili idioti, come non a torto osserva Luigi Curini, quanto di militanti jihadisti e hamasiti in totale sintonia con gli omologhi parlamentari e a vario titolo politici: si mente oltre l’evidenza, oltre Orwell non solo per la narrazione ma per imporre la narrazione, perché tutti sappiano, capiscano che è inutile e suicida opporsi. Difatti nessuno si azzarderà. Oltre Orwell anche i commenti dei politici da prime time, nella stupidità e nella viltà di quelli di destra come nell’impune falsità e cinismo di quelli di sinistra. Ecco una esaustiva rassegna.

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“Quanto accaduto oggi a Modena, dove un uomo ha investito diversi pedoni e poi avrebbe accoltellato un passante, è gravissimo. Esprimo la mia vicinanza alle persone ferite e alle loro famiglie. Rivolgo anche un ringraziamento ai cittadini che con coraggio sono intervenuti per fermare il responsabile e alle Forze dell’ordine per il loro intervento. Ho sentito il Sindaco e resto in costante contatto con le autorità per seguire l’evolversi della vicenda. Confido che il responsabile risponda fino in fondo delle sue azioni”. (una allucinante, inadeguata, omertosa Giorgia Meloni, premier).

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“Ho telefonato al Ministro dell’Interno Piantedosi per avere approfondimenti sul grave episodio accaduto oggi a Modena. Prego per la salute di tutti i feriti. Alcuni di loro purtroppo sono in gravi condizioni. Per fortuna l’autore di questa violenta e brutale aggressione è stato fermato. Ringrazio le forze dell’ordine per il loro lavoro a tutela della sicurezza dei cittadini, uomini e donne che ogni giorno con coraggio mettono a repentaglio la loro vita per proteggere la nostra”. (un indecente, insignificante come al solito ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, quello che ha salvato Ilaria Salis per conto del PD, autore della proposta per l’introduzione dello ius scholae di concerto al PD).

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“Sono drammatiche le notizie e le immagini provenienti da Modena dove un uomo alla guida di un’automobile ha falciato a forte velocità una decina di persone a piedi e poi ne ha accoltellata un’altra prima di essere fermato da alcuni passanti. Siamo di fronte a un’azione di brutale violenza e che nella dinamica ricorda tristemente molti episodi simili avvenuti in Europa. A nome mio personale e del Senato della Repubblica rivolgo affettuosa vicinanza alla comunità di Modena, sinceri ringraziamenti a quei cittadini che con grande coraggio hanno fermato l’aggressore e i migliori auguri di pronta guarigione ai numerosi feriti”. (un altrettanto omertoso Ignazio La Russa, fascista ripulito, oggi capo del potere milanese e lombardo, presidente del Senato, gradito al PD).

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“L’importante è che non ci sia scappato il morto, comunque i modenesi stiano tranquilli, tutto sotto controllo, atto drammatico ma ancora tutto da verificare”. (Massimo Mazzetti, sindaco di Modena, PD, oltre ogni commento possibile).

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“Sono profondamente colpita dal grave episodio avvenuto oggi a Modena. Esprimo la mia vicinanza ai feriti, alcuni di loro in gravi condizioni. Ringrazio le forze dell’ordine intervenute con tempestività e coraggio”. (una falsamente burocratica, inutile e non richiesta Roberta Metsola, maltese, presidente del Parlamento europeo, di quella UE che ha organizzato per conto di Soros l’invasione continentale degli islamisti).

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“Da Modena giungono notizie drammatiche, la nostra piena e totale vicinanza va alle persone ferite, alcune in condizioni molto gravi, e alle loro famiglie. Così come siamo vicini alla comunità modenese e grati ai soccorritori e al personale sanitario per il delicato lavoro di queste ore. Gratitudine, inoltre, che esprimiamo alle forze dell’ordine e a quei cittadini che hanno coraggiosamente inseguito e fermato il responsabile di quello che dalle prime informazioni pare un atto volontario di violenza inaudita”. (comunicato ufficiale con cui il PD, responsabile del governo emiliano e modenese, promotore della sostituzione per via elettorale, si lava le mani dell’attentato ed anzi tra le righe si compiace dell’accaduto e si arroga il potere di proporsi a sostituire l’inconsistente Meloni, con cinismo non privo di allusioni preoccupanti a chi si è intromesso per bloccare lo stragista).

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“Questa mattina ero a Modena nella mia città, dove vive mia mamma, mia sorella, le mie cugine. Sono ripartita alle 15.00 per Bologna. Poco dopo ho saputo della tragedia, in pieno centro. Ai feriti alle loro famiglie tutta la mia vicinanza e il mio abbraccio. Il coraggio e la forza dei miei cittadini che sono subito accorsi per aiutare i feriti sono state eccezionali. Grazie a loro, alle forze dell’ordine, ai rappresentanti delle istituzioni. E un abbraccio grande all’amico e Sindaco Massimo Mazzetti”. (una narcisistica, opportunistica Elisabetta Gualmini, esponente di Azione, per sostenere senza ambiguità il sindaco piddino di Modena, dunque una occasione per tessere rapporti, sintonie, mandare messaggi che è l’unica ragione di sopravvivenza del partito condominiale di Calenda).

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“Quello che è successo ieri a Modena è sconvolgente. Il perché sia successo – radicalizzazione/terrorismo islamico – pazzia o una combinazione delle due cose – non è ancora chiaro. Vedo tanti sciacalli a due zampe cercare di sfruttare la rabbia per quanto accaduto per fini elettorali. Solidarietà ai feriti e gratitudine per chi ha fermato l’assassino. Se c’è stata una mancanza nella prevenzione lo si capirà nei prossimi giorni”. (un incommentabile Carlo Calenda, di cui sopra, che dà di sciacalli agli altri).

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“Sono sconvolto dalle notizie che arrivano da Modena. Il mio primo pensiero va ai feriti e alle loro famiglie. Voglio dire grazie ai cittadini che hanno messo in pericolo la loro vita per reagire e alle Istituzioni coinvolte a cominciare dai medici e infermieri, dai soccorritori e dalle forze dell’ordine. È la prima volta che in Italia registriamo un drammatico evento di questo genere: occorre fare chiarezza subito e reagire tutti insieme con la massima determinazione. Forza Modena!”. (il solito Matteo Renzi, one man party, preoccupato di perdersi un’occasione, dai toni come sempre fanciulleschi, ma del tutto vacui: non dice contenutisticamente un cazzo, ma l’improntitudine è enorme se si considera che fu lui, secondo la sua ex sodale a gestire la strategia europea per riempire l’Italia di clandestini da tutto il pianeta: «Forse [Renzi] si è distratto. Non capisco tutta questa polemica: non ho rivelato nessun segreto di Stato. Il comitato Schengen ha discusso del protocollo Triton, però è stato fatto quell’accordo – che non è affatto segreto – e che prevede che sia l’Italia a coordinare tutta l’operazione e che tutti i migranti debbano sbarcare nel nostro Paese».

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Siamo vicini ai cittadini di Modena, ai feriti e alle loro famiglie dopo il devastante gesto criminale avvenuto oggi. Un grazie a chi è intervenuto immediatamente per fermare l’aggressore, ai soccorritori, alle forze dell’ordine e alle autorità cittadine, a partire dal sindaco, impegnati senza sosta in queste ore difficili. La solidarietà e il senso civico dimostrati dalla comunità modenese sono la risposta più forte alla violenza”. (il carneade ubiquo Riccardo Magi di +Europa, articolazione sorosiana e adeguatamente finanziata per perseguire il processo di farcitura islamista in Italia).

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L’analisi di un succinto campionario di posizioni ufficiali e commenti politici è di per sé indicativa, se non addirittura esaustiva, di una situazione che possiamo tranquillamente considerare definitiva e riassumere come segue: l’Italia non esiste più, in nessun senso. Gli italiani sono stati schiacciati, rimossi e adesso per quanto protestino non esistono, nessuno li ascolta, tutti li prendono in giro. La strage è un’ottima notizia, serve a dare la misura di una soluzione irreversibile nel segno dell’allineamento alle altre città europee sconvolte dagli attentati di conquista. Come si voleva dimostrare, non esistono le condizioni politiche e sociali per una reazione; tutto è tardivo, tutto è perduto. Ha vinto il disegno di controegemonizzazione, la remigrazione è per gli italiani residui, che difatti fuggono dove e appena possono, questo Paese come crediamo di conoscerlo non esiste più, la sua plebe sconfitta dovrebbe avere la forza di una astensione di massa, radicale, brutale, senza eccezioni, un tabula rasa dal quale ripartire dopo avere cacciato a pedate tutti: sinistra criminale, destra di supporto. Non succederà e i commenti dei mammasantissima, sereni, arroganti, convergono su una certezza quasi gioiosa: è solo l’inizio. La strage di Modena si salderà ad altre narrazioni e servirà a indurre ancora più l’urgenza di una chiusura totalitaria sine die per falsi, assurdi, vergognosi pretesti di pubblica sicurezza, salute, tutela energetica e climatica. Nessuno tutelerà più la libertà residua perché nessuno al potere la vuole, ormai è un organismo morente e va lasciato morire o eutanasizzato. Lo scenario è quello di un anarchismo tra islamismo e gender, che originerà una guerra civile destinata al trionfo del primo e della sharia. Tutti d’accordo e nessuna reazione possibile. Rubo una sintesi efficace di un amico: “Questa sinistra è marcia sino al midollo e questa destra è complice”. Aggiungo solo che, a cose fatte, era chiaro il disegno da affidare ad una insospettabile Meloni, nella crisi della sinistra verticistica: lei era incaricata di accompagnare la transizione definitiva e lei lo ha fatto, ammantandosi del vittimismo strategico da “non mi lasciano cambiare il Paese, non mi fanno fare niente”: adesso è chiaro come, in assenza di un impegno preciso, non avrebbe mai ricevuto alcun potere dal Colle e dalla sinistra fiduciaria di chi detiene il potere reale a dimensione globale. Quest’oggi Mattarella e Meloni, le due massime cariche del potere nazionale, si fanno vedere a Modena: per il Colle un’ottima occasione a ribadire il servilismo che lo ammanta e la totale estraneità a qualsiasi responsabilità, dunque la conferma di un potere imperiale; per la premier, l’ennesima decisione sucida: verrà contestata da sinistra come da destra. Probabilmente è ciò che cerca, alla fine della sua meteorica parabola, ed è significativo che tanto accada sotto la sorveglianza gelida, ma terrificantemente significativa, del Capo dello Stato.

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17.05.2026

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