Lundi Matin pubblica in Francia le inchieste di Wu Ming 1 sugli Epstein Files e le scie chimiche

Per chi ancora non la conosce: Lundi Matin è una rivista francese (tendenzialmente digitale, ma all’occasione pubblica anche numeri cartacei) dedita alla critica radicale, anzi, a più critiche radicali, del capitalismo, nonché a racconti e analisi delle lotte in Francia e nel mondo.

Fuoriuscita nel dicembre 2014 dalla boscaglia in cui si muoveva anche il Comitato invisibile, Lundi Matin si è fatta le ossa nelle grandi mobilitazioni del 2016 contro la «Legge lavoro» di Macron. Due anni dopo ha seguito giorno per giorno, con impareggiabile passione e approfondimento, gli exploit dei Gilet gialli, dando anche alle stampe una preziosa monografia. Da settimane pubblica articoli su articoli sulla nuova eruzione di conflitto sociale partita dalle scuole d’oltralpe.

Lundi Matin ha pubblicato diversi nostri testi, il più delle volte tradotti dall’amico e sodale Serge Quadruppani, una delle firme di punta della testata. In un paio di occasioni siamo stati anche ospiti del podcast Lundi Soir: WM1 per presentare Q comme Qomplot, WM2 per presentare Ufo 78.

Lundi Matin è anche una casa editrice, dedita alla pubblicazione di pamphlet teorici abrasivi, libelli da battaglia. In questa veste ha appena pubblicato un titolo di Wu Ming 1 intitolato Leçons des dossiers Epstein. Les droites, les riches, le complots.

È la versione tradotta e annotata da Serge dell’inchiesta apparsa nel febbraio scorso su Internazionale, integrata da quella – tradotta da anonime compagne e già circolata in forma di opuscolo – sulle scie chimiche, apparsa sempre su Internazionale nel dicembre 2023.

Citiamo dalla scheda di presentazione:

«[Wu Ming 1] propone di analizzare il contenuto politico dei documenti Epstein. Per l’autore italiano si tratta di prolungare il lavoro avviato con il magistrale Q comme qomplot. Comment les fantasmes de complot défendent le système e di confrontarsi con una domanda decisiva per la nostra epoca: è vero che la realtà del “complotto” Epstein ha superato anche le più strampalate teorie complottiste? O, in un’altra formulazione, è vero che i cospirazionisti avevano, loro malgrado, chiavi adatte a decifrare il mondo?

In quest’inchiesta sociologica, letteraria e giornalistica [WM1] rivela i legami ideologici, amicali e finanziari che Epstein intratteneva con le estreme destre americane ed europee più ghiotte di narrazioni complottiste. Le letture paranoiche e fantasmagoriche dei reali rapporti di potere appaiono dunque nella loro reale funzione, che non è mai sovvertire quei rapporti, ma abbrutire e fascistizzare le menti.

A queste Lezioni dai fascicoli Epstein segue un secondo testo inedito: Qualcosa di grave accade in cielo. L’emergenza, le precipitazioni e la bellezza delle scie chimiche, in cui si dipana la maniera in cui le fantasie di complotto ostacolano persino la nostra perczione dei brutali e devastanti effetti della crisi climatica».

Leçons des dossiers Epstein si trova nelle migliori librerie francesi o si può ordinare qui.

⁂

Già che ci siamo, segnaliamo anche un’intervista a Wu Ming 1 – rilasciata nella primavera scorsa – apparsa sulla rivista belga Culture et démocratie, in doppia versione italiana e francese.

Cospirazione: dalla dissonanza cognitiva al fascino

Complot : de la dissonance cognitive à la fascination

A cui si aggiunge la versione in castigliano apparsa sul blog A este lado del Mediterraneo:

Conspiración: de la disonancia a la fascinación

Due brevi estratti:

«Ogni volta che c’è un’alluvione, un uragano, un megaincendio, una siccità calamitosa, per qualche giorno si torna a parlare del surriscaldamento globale. Da decenni si sa che la tendenza è questa, eppure nessuno di coloro che hanno potere ha fatto nulla di concreto, le conferenze COP sono meri spettacoli, per giunta tristi e tediosi. Nel decennio scorso si è fatto molto greenwashing, ogni politica era diventata “green”, una fantasmagoria di annunci di pseudosoluzioni, provvedimenti che spesso erano pura cosmesi, oppure affidavano le sorti del clima a meccanismi di mercato, cioè gli stessi meccanismi che hanno causato il problema. Oggi il tema sembra proprio sparito dalle agende pubbliche, l’Unione Europea si è rimangiata quasi tutte le promesse fatte solo qualche anno fa, nonostante la crisi climatica sia sotto gli occhi di tutti e colpisca sempre più duro. Le vediamo tutti le colonne di fumo nero e veleni che si innalzano dai siti energetici bombardati in Iran. Lo sappiamo che le guerre in Ucraina, Palestina e Iran hanno avuto e continueranno ad avere conseguenze climatiche e ambientali fatidiche, ma il discorso mainstream sulla guerra è focalizzato su altri aspetti.»*

«A conti fatti, [l’autore del Manifesto cospirazionista] si rifugia nel comfort di una sorta di “campismo”, come coloro che, trovando (giustamente!) ripugnante l’imperialismo occidentale, diventano putiniani. Io rifiuto ogni forma di campismo, sia nella geopolitica – provo orrore per l’imperialismo occidentale e anche per il regime di Putin – sia nella critica delle dinamiche sociali. Non voglio dover scegliere tra Conspiracy Watch e il Manifeste conspirationniste, sono due facce della stessa medaglia.»

* Sulla “grande cecità” di fronte a quei bombardamenti segnaliamo quest’articolo apparso il 29 settembre scorso su Jacobin Italia: Il nero fumo dei crimini di guerra.

N.B. Per un malinteso durante l’intervista, in una risposta di WM1 August Bebel è dato per francese. Ovviamente era tedesco. Riguardo al “suo” aforisma sull’antisemitismo, più volte citato da cent’anni a questa parte, che si trattava di un apocrifo lo chiarì da par suo, in un paio di tweet del 2014, il compagno Anubi D’Avossa Lussurgiu:

«”Der Antisemitismus ist der Sozialismus der dummen Kerls“. Ma non era di Bebel. Bebel la cita nel libello del 1893 contro l’antisemitismo [La socialdemocrazia e l’antisemitismo], ma è di Ferdinand Kronawetter, liberale di sinistra austriaco.»

Condividi questo contenuto...

Lascia un commento