
Due studenti della Sapienza hanno ricevuto una notifica di apertura di indagini per resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale, in relazione al corteo del 16 aprile 2024 in solidarietà con la Palestina. Si tratta dell’ennesimo episodio di criminalizzazione del movimento studentesco che, da mesi, denuncia i rapporti dell’ateneo con lo Stato israeliano. La tempistica della decisione della Questura di Roma, a pochi giorni dalle manifestazioni di massa, appare come un chiaro tentativo di intimidire chi continua a protestare contro il silenzio istituzionale di fronte al genocidio in corso. Di seguito il comunicato che riceviamo e pubblichiamo.
Nei giorni scorsi due nostri compagni hanno ricevuto una notifica di apertura di indagini a proprio carico per resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale in concorso, in relazione ai fatti del 16 aprile 2024 alla Sapienza.
Si tratta di uno dei tanti cortei in solidarietà con la Palestina che, negli ultimi due anni, hanno attraversato la città universitaria per denunciare gli accordi vergognosi che legano l’ateneo allo Stato israeliano. Non ci sorprende l’ennesimo tentativo di criminalizzare e reprimere gli studenti che, con coraggio, provano a organizzarsi e a interrompere la complicità e il silenzio assordante della più grande università d’Europa di fronte al genocidio in Palestina. Né stupisce il tempismo con cui la Questura di Roma sceglie di notificare questi avvisi di garanzia: pochi giorni dopo l’oceanico corteo di sabato e al termine di una settimana intensa di mobilitazioni.
Queste denunce sono l’ennesimo tentativo di intimidire chi, nelle università, non accetta di restare in silenzio. Ma mostrano anche la paura delle questure in tutta italia di perdere definitivamente il controllo. Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai compagni e alle compagne denunciatə e a tuttə gli/le studentə colpitə dalla repressione di queste settimane.
Tuttə liberə.
Studenti e studentesse della Sapienza.
Immagine di copertina presa da Radiondadurto.